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Benvenuti nel Piccolo Atlante dei Popoli
Gallo-Romanzi Cisalpini!
Video consigliati su YouTube: Aprite i video cliccando sui links qui sotto:
Video "I popoli Padano-Cisalpini":
http://it.youtube.com/watch?v=6DYwkCG9XQE
Video "I numeri dell'oppressione":
http://it.youtube.com/watch?v=rXNBJrBdyV4
Video "La storia della Padania":
http://it.youtube.com/watch?v=9ZqqFH7oyDk

In questa cartina riferita alla Gallia Cisalpina del

In questa carina (sopra) sono illustrate le principali tribu' celtiche Padane nel 250 Avanti Cisto.

Questa cartina mostra la prima fase delle migrazioni celtiche in Europa (800 Avanti Cristo circa): come si puo' vedere i celti si stanziano in tutta la Pianura Padana.

Questa seconda carta mostra in periodo intermedio della civiltà celtica (attorno al 400 Avanti Cristo) con le varie civiltà di matrice celtica che si svilupparono in quel periodo in Europa: come si puo' vedere la cultura celtica si espanse anche in Liguria (dove si formarono aree celto-liguri).

Questa terza carta mostra l'ultima fase dell'espansione celtica in Europa (tra il 400 e il 200 Avanti Cristo): in Padania le ultime fasi dell'espansione si rivolgono verso il Veneto che viene in parte "celtizzato".
A seguito della Caduta dell'Impero Romano (476 dopo Cristo), tutta l'Area Padano Alpina venne conquistata e popolata prima dalla tribu' germanica degli Ostrogoti e poi di quella dei Longobardi (si veda la carta sugli insediamenti Longobardi in Padania alla voce "I Lombardi" di questo sito). A seguito della caduta del Regno Longobardo e della conquista Franca di Carlo Magno (787 dopo Cristo), tutta l'Area rimase controllata dai Franchi fino all'844, quando gli eredi di Carlo Magno si spartirono l'Impero e l'Area Padano Alpina torno' indipendente con il nome generico di "Lombardia", situazione che rimase stabile per circa due secoli, fino al sopraggiungere dell'Epoca detta "dei Comuni", dove ogni Città della Padania si organizzo' in Proprio Stato Indipendente, in un mosaico corrispondente grossomodo alle attuali provincie.

Con la Prima Lega Lombarda (1176-1250) quasi tutte le città-stato della Padania si unirono in confederazione per fronteggiare le mire espansionistiche dell'Imperatore Barbarossa e quindi garantire la propria indipendenza. Nel corso del trecento, sciolta la Lega, le principali entità stato dell'Area padana iniziarono ad espandersi e a dare origine a delle entità statali piu' grandi, grossomodo corrispondenti alle attuali regioni, che nei secoli successivi divennero' Importanti nazioni.

Chi sono i Cisalpini oggi? Chi sono i Gallo-Romanzi?
I popoli genericamente detti Padano-Alpini, definiti “Gallo-Italici” o ancora meglio “Cisalpini” sono la principale minoranza etnica e linguistica autoctona presente all’interno dei confini della Repubblica Italiana. Essi parlano una Lingua Gallo-Romanza, a differenza dei popoli che vivono nell'Italia peninsulare, che parlano invece Lingue Romanze centrali o Romanze meridionali.
Questo sito, ha il solo scopo di mettere a conoscenza, in maniera schematica, semplice e chiara, chi sono, quanti sono e dove risiedono questi popoli, da sempre o misconosciuti o assimilati, ma che costituiscono un’entità etnolinguistica ben definita.

Vessillo normalmente utilizzato per rappresentare genericamente l'insieme dei Popoli
Gallo Romanzi Cisalpini
All'interno dei confini politici della Repubblica Italiana i Popoli Cisalpini parlanti una lingua Gallo-Romanza sono, nel complesso (secondo le stime), tra i 20 e i 21 milioni di persone, suddivisi tra Piemontesi, Lombardi Occidentali (o Insubri), Lombardi Orientali, Lombardi Meridionali (erroneamente chiamati "emiliani"), Veneti, Trentini (o Trentino-Tirolesi), Liguri, Brigaschi, Apuani, Romagnoli e Triestini (o Giuliani).
L’insieme di questi popoli costituisce, all’interno dei confini della Repubblica Italiana, la maggioranza della popolazione delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, della Provincia Autonoma di Trento, della Provincia marchigiana di Pesaro-Urbino, della Provincia toscana di Massa Carrara, e delle province di Gorizia e di Trieste.
Al di fuori dei confini della Repubblica Italiana i Lombardi sono maggioranza etnica anche nel Canton Ticino Svizzero.
Piccole minoranze di Liguri sono presenti anche in Francia (Nizzardo e Principato di Monaco), di Lombardi in alcune vallate Svizzere al confine con
Assimilabili ai Popoli Gallo-Romanzi Cisalpini sono anche i popoli Reto-Romanzi o Ladini, che pero’ costituiscono una famiglia etnolinguistica separata e autonoma ai Gallo-Romanzi: essi sono i RetoRomanci del Cantone Svizzero dei Grigioni, i Ladini (a cavallo tra
All’interno dei confini della Repubblica Italiana vivono anche altre minoranze etnolinguistiche Gallo-Romanze ma non Cisalpine (Occitani e Arpitani) ma anche minoranze etnolinguistiche non Gallo-Romanze: alcune sono linguisticamente germaniche (Walser, Cimbri, Mocheni, Carinziani e Tirolesi), altre slave (Sloveni).
Assimilabili culturalmente ma non linguisticamente ai popoli Gallo-Romanzi sono i Toscani (da sempre portatori di un sentimento di appartenenza etnca e culturale molto forte) e i Corsi, che parlano una lingua che è un misto di Ligure, di Toscano e di Sardo, e che culturalmente sono molto affini ai Liguri.
Vediamo ora nel dettaglio quali sono i Popoli Gallo Romanzi, dove risiedono e quali sono i loro Vessilli:

Mappa dei Popoli Cisalpini (in giallo) parlanti lingue GalloRomanze,
e dei Popoli Vicini.

Le Lingue Gallo Romanze (o Celto Romanze)
Le Lingue definite Gallo Romanze (o Celto Romanze) costituiscono una delle due grandi famiglie in cui si suddividono le Lingue Neo-Latine.
Esse sono nate dallo scontro-incontro fra le culture celtica e quella latina che ha appunto dato origine alla formazione della famiglia delle lingue cosiddette Gallo Romanze (o Celto Romanze) che si distinguono e fanno da tramite fra quelle Celtiche (che sono rimaste praticamente impermeabili all’apporto latino) e quelle Romanze Meridionali (Castigliano, Toscano, Italiano, Corso, Sardo, Lingue meridionali italiane, Siciliano, Aromuno e Rumeno) che sono invece le eredi più dirette e coerenti del latino, pur avendo anch’esse subìto notevoli influenze centro e nord-europee soprattutto nel campo dell’acquisizione di vocaboli. Le lingue Gallo Romanze hanno in comune molti elementi sia sintattici che fonetici. Fra i primi: la costruzione delle frasi, l’uso dei tempi, le forme di negazione, la “localizzazione” dei verbi (come nelle lingue anglosassoni), il rafforzamento dei dimostrativi eccetera. Fra i secondi: le cosiddette vocali “celtiche” e i fonemi palatali (del tutto assenti nelle lingue romanze vere e proprie), la caduta o la desonorizzazione delle vocali finali, lo scempiamento delle doppie consonanti eccetera. Esse sono distinte dagli studiosi della materia in: Francese, Vallone, Occitano, Portoghese, Gallego (Galiziano), Catalano, Arpitano (Francoprovenzale), Gallo-Italico o Cisalpino (Piemontese, Lombardo Occidentale e Orientale, Trentino, Ligure, Emiliano e Romagnolo), Veneto (con Triestino, Istrioto e Dalmatico), Ladino, Retoromanzo dei Grigioni e Friulano. Queste ultime quattro parlate (Gallo Italico, Veneto, Ladino e Friulano) vengono considerate da alcuni specialisti come facenti parte di una sola koinè padana (il “Gallo-romanzo cisalpino” o, secondo altri “Altoitaliano”) derivata da una originaria unità reto-cisalpina. Esse sarebbero il risultato della sovrapposizione nel tempo del latino alle originarie lingue liguri, retiche, celtiche e venetiche, ulteriormente modificate da apporti goti e longobardi e da una lunga consuetudine di contatti dell’area padana con quella occitano- provenzale. Se ne ricava che le lingue parlate in Padania sono da considerare “sorelle” del Francese, dell’Occitano, del Catalano e delle altre parlate Gallo- romanze; con il Toscano e con l’Italiano esse hanno invece un meno intimo rapporto di “cuginanza”. Indipendentemente dalle varie interpretazioni sulla struttura dei rapporti fra le sue parlate, la Padania costituisce così una koinè autonoma, grandemente differenziata al suo interno in forti peculiarità locali (come tutte le grandi aree linguistiche) ma decisamente caratterizzata da elementi comuni e indubbiamente diversa da ogni altra realtà circostante. L’unico vero legame stretto può essere riscontrato con le altre aree linguistiche Gallo-romanze (e, in particolare, con l’Occitano, l’Arpitano e il Catalano) e non certo con le lingue parlate nella penisola italiana.

Diffusione delle Lingue Gallo Romanze (o Celto Romanze) in Europa oggi


Esiste un'Etnia Cisalpina Oggi?
Una pura Etnia Cisalpina, o Padano Alpina, oggi, esiste solo in parte.
Il mantenimento di una Etnia si basa sulla persistenza di due elementi : un carattere genetico ( che deve essere il più possibile inteso come "originario") ed una caratteristica culturale (che può essere la lingua, anche se questa può essere imposta, come il francese agli Algerini o l’italiano ai Cisalpini).
Sulla prima caratteristica i Cisalpini sono molto carenti, ma non più delle altre popolazioni d’Europa . Sulla seconda sono altrettanto carenti se non di più, anzi, a mio avviso su questo punto di vista sono italiani a tutti gli effetti.
Come dicevamo, i caratteri peculiari di una Etnia nordico - germanica - mitteleuropea (a cui i Cisalpini fanno spesso riferimento) si mantengono, in casi di meticciamento con altre popolazioni, in una struttura particolare del corpo ed in lineamenti caratteristici nordici, celtici e mitteleuropei.
Nei casi delle grandi metropoli statunitensi (dove non esiste più il bianco od il nero ma solo il mulatto prototipo dell’"uomo universale" al quale ci dovremo, volenti o nolenti, adattare anche noi Europei), l’appartenenza ad una determinata Etnia la si riconosce attraverso particolari caratteri scheletrici. In passato sono state compiute ricostruzioni antropometriche sulle ossa dei nostri antenati. Oltre ad avere dei volti "antichi", che non sono ritrovabili nemmeno nella nostra vecchia Europa, l’essenza "guerriera" dei nostri antenati ormai non ci appartiene più.... per buona pace dei vari appassionati di wargames. Tuttavia, come è stato dimostrato dalle recenti analisi sull’uomo del Similaun (analisi che sono state fatte su un campione abbastanza ampio di "italiani" sino a dimostrare che non esiste - in Italia - unità etnica), i geni dell’uomo del Similaun sono presenti ancor oggi nelle popolazioni alpine e questi geni sono accomunabili con le popolazioni dell’attuale Scandinavia.
Lo scienziato siciliano Alfredo Niceforo eleborò uno scrupoloso studio dei caratteri fisici e biologici delle popolazioni a sud delle Alpi, riecheggiando Metternich egli affermava : "L’Italia è una , ma politicamente soltanto..." . I suoi studi craniometrici lo associano alla figura di un "Kosinna nostrano" . I suoi postulati si basano sulle teorie già espresse dal Meigs per l’America , dal Kollmann e dal Quatrefages secondo cui "Le Etnie ed i Popoli possono perdere e mutare i loro caratteri , ma conservano sempre quelli del cranio "("Compres-rendus de l’Académie des Sciences"1887).
Migliori ? Peggiori ? No. Siamo certamente e semplicemente diversi .
Niceforo divide le popolazioni "italiane" in due Etnie distinte: una nordico-celtica-mitteleuropea al Nord, e una mediterranea al Sud. : "I crani della prima Etnia si trovano nel Nord-Italia , dominano nella valle del Po , e s’infiltrano più o meno numerosi nell’Italia centrale fino alla valle del Tevere ; i crani mediterranei predominano invece al sud e nelle isole : il che indica una distribuzione ben netta delle due stirpi nei due estremi d’Italia , con una certa mescolanza nel centro"(1) ed ancora "oggi l’Italia è pur sempre divisa, in linea generale, in queste stesse due zone abitate dalle due Etnie diverse , i primi predominanti al nord e fino alla Toscana, e i mediterranei predominanti al sud. E gli attuali Cisalpini dell’Italia settentrionale , vale a dire i piemontesi , i lombardi, i veneti , i romagnoli , che appartengono a quella stirpe che venne a invadere l’Europa primitiva , sono perciò - antropologicamente - fratelli dei tedeschi , degli slavi, dei francesi celti ." Involontariamente , date le cognizioni scientifiche dell’epoca , Niceforo fu un assertore del concetto di "imprinting" ante-litteram .Tali teorie , al riguardo delle due stirpi , divennero abbastanza comuni nell’ambiente accademico dell’epoca , prima di venire soppiantate dai nazionalismi fascisti guerrafondai . A.Mosso , nell’opera " Le cagioni dell’effeminatezza dei popoli latini"( Nuova Antologia " , 16 Nov. 1897) dice : "La popolazione dell’Italia settentrionale è poco diversa dalle popolazioni anglo-sassoni".
Per ciò che riguarda i mediterranei , Niceforo suddivide questa categoria in due tipi differenti: meditarranei bruni e mediterranei biondi (che sarebbero assimilabili ai mediterranei inglesi) e riconduce il tipo mediterraneo "più vicino alla spagnolo, al greco, che non al piemontese ; e viceversa il piemontese è - per Etnia - più fratello di uno slavo o di un tedesco di quel che non sia un siciliano ".
Il Butter fa eco nei suoi "Alps and Sanctuaries" : "Gli italiani del nord sono più somiglianti agli Europei del nord, tanto nel corpo quanto nella mente, di qualunque altro popolo io conosca".
Il Niceforo parla della nostra famiglia Cisalpina come risultante dell’unione di due civiltà : quella dei proto-celti e quella , più tardiva dei proto-slavi , che vennero attraverso le Alpi-orientali , ad occupare la regione veneta e quella bolognese " collocandosi accanto ai fratelli invasori della valle del Po".
Attualmente, al di fuori degli italici confini , la differenziazione tra le due Etnie è riconosciuta : "Mediterranei dinaricizzati: (Tipi residui dell’ibridizzazione risultante dal miscuglio tra Mediterranoidi, Dinarici, Alpini o Armenidi) ; non un tipo compatto, ha diverse varianti regionali ; elemento predominante [sopra il 60%] in Sicilia e nell’Italia meridionale , importante elemento in Turchia [35%], Siria occidentale, Libano ed Italia centrale, comune in Francia [15%] ed Italia settentrionale"(in The Races of Humanity ,in Richard McCulloch " The Nordish Quest ",pubblicato da Towncourt Enterprises. Risulta ovvio che la percentuale del 15% dichiarata quale "comune"(aggettivo che il McCulloch fa corrispondere con una percentuale "minoritaria" tra il 15% ed il 25%)è il risultato degli ultimi 20 anni di politica utilitaristica a spese della nostra Terra.
In Questa cartina elaborata nel 1947, l'antropologo e scienziato Renato Biasutti, studiando le migliaia di tabelle conservate negli archivi militari relative ai caratteri fisici raccolti durante le periodiche visite di leva, mostra la percentuale di individui che, in Italia, presentano tre carateristiche comuni: occhi azzurri o verdi, capelli biondi o rossi, e statura superiore a 1:80. Dalla cartina si puo' notare chiaramente l'influsso celtico e germanico al Nord, sulle Alpi e sull'Appennino Tosco-Emiliano, come pure sono chiarissime le tracce lsciate dagli stanziamenti Longobardi in Umbria e attorno a Benevento. In Romagna sono chiare le tracce piu' marcatamente mediterranee lasciate dai Bizantini, mentre al Sud la popolazione è marcatamente mediterranea, con punte in Calabria (Magna Grecia) e in Sardegna.
Questa mappa, elaborata da uno dei piu' grandi studiosi di genetica, Luca Cavalli Sforza, ottenuta sovrapponendo tutte le mappe genetiche rilevate in Italia, ne mostra il riassunto, davvero molto somigliante alla mappa del biondismo elaborata da Biasutti: al sud è chiarissima la componente greca, al centro prevale la componente etrusca mentre a nord della linea gotica, in Padania, prevalgono le componenti liguri e mitteleuropee (celtiche).

Questa mappa elaborata da studiosi di genetica dall'American Society of Human Genetics mostra la diffusione di due geni, il primo, l'R1b, è il gene diffuso esclusivamente tra i popoli mitteleuropei e atlantici, ovvero in gene che deriva dalle migrazioni celtiche; il secondo gene, il J2a, è invece il gene dei popoli semiti del Mediterraneo orientale, originari della mesopotamia e dell'antica cultura della mezzaluna fertile.

Quest'altra mappa elaborata sempre dall'American Society of Human Genetics, mostra la diffusione in Europa del gene "nordico" che si diffuse con le migrazioni dei popoli scandinavi e germanici dopo la fine dell'Impero Romano.

Questa mappa antropologica, elaborata nel 1914 studiando i dati raccolti dagli uffici di Leva, mostrano l'indice cefalico, cioè il diametro medio del cranio della popolazione maschile in italia. Il diametro aumenta in proporzione alla lunghezza del cranio dietro la nuca (dolicocefali=crani lunghi, brachiocefali=crani corti). La dolicocefalia è tipica delle popolazioni nordiche e occidentali (atlantici e berberi), mentre la brachiocefalia, che è diffusa tra le popolazioni asiatiche, arriva dal mediterraneo orientale. Gli italiani del sud, essendo mediterranei, sono piu' brachiocefali, mentre i popoli padano-alpini sono maggiormente dolicocefali.
i Lombardi

Vessillo del Popolo Lombardo
I Lombardi sono il Popolo piu' numeroso e piu' significativo tra tutti i Cisalpini. Linguisticamente Gallo Romanzi, essi abitano una vasta area che va oltre i confini della regione amministrativa della Lombardia. Essi popolano complessivamente le province di Verbano Cusio Ossola, Novara, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Milano, Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia, Cremona, Lodi e il Canton Ticino Svizzero. Il Popolo Lombardo si divide in tre sottogruppi principali: i Lombardi Occidentali, o Insubri, che abitano approssimativamente le province di Verbano Cusio Ossola, Novara, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Milano, il Canton Ticino Svizzero, Pavia, Lodi e Cremona (queste ultime tre province costituiscono la Bassa Insubria), i Lombardi Orientali, che abitano le province di Bergamo, Brescia e Mantova, e i Lombardi Meridionali, di cui parleremo in seguito e a cui è dedicato un paragrafo a parte in questo blog. E' stimato che i Lombardi occidentali e orientali siano complessivamente, all'interno dei confini della Repubblica Italiana circa 9,1 milioni, piu' 300.000 nel Canton Ticino Svizzero; di loro circa 5 milioni sono parlanti l'Insubre. Al confine tra Insubria e Svizzera sono presenti isole linguistiche germaniche (Walser) di circa 3.600 persone.
La Lingua Insubre (o Lombarda Occidentale) è a sua volta un mosaico di dialetti, il cui principale è il Milanese (o Meneghino), che conta circa 2 milioni di parlanti. Vi sono poi il Brianzolo (150.000 parlanti), il Comasco (150.000 parlanti), il Ticinese (300.000 parlanti), il Novarese, il Varesino (o Bosino), il Valtellinese, il Pavese, il Lecchese e il Maggiorese.
Il Vogherese, parlato nell'Oltrepo' Pavese, insieme al Cremonese e a al Mantovano meridionale, sono considerate delle parlate di transizione tra il Lombardo Occidentale e le Lingue Lombarde Meridionali. Queste sono parlate complessivamente da circa 100.000 persone.
La Lingua Lombarda Orientale, o Lingua Orobica, si suddivide tra il dialetto Bresciano (1 milione di parlanti), quello Bergamasco (700.000 parlanti) e quello Mantovano (170.000 parlanti).

I termine "Lombardo" deriva direttamente dal popolo germanico Longobardo, proveniente dall'attuale Germania settentrionale, che si stanzio' nella Valle Padana tra il 568 e il 787 D.C, lasciando moltissimi segni (linguistici, etnici, culturali) nella regione. Prima di loro, un'altro popolo germanico aveva popolato la regione Padana, tra il 476 e il 553 D.C: gli Ostrogoti, che finirono per fondersi con i nuovi invasori, con i quali condividevano buona parte della cultura germanica.
Mappa dei principali insediamenti Longobardi in Italia, elaborata in base ai ritrovamenti archeologici: come si puo' notare essi si concentrano in Padania.

Tuttavia, le radici dei popoli che abitano l'attuale Lombardia sono maggiormente Celtiche: I Lombardi occidentali si chiamano infatti Insubri, come l'omonimo popolo celta che popolo' la regione per secoli e che fondo' Milano; I Lombardi orientali discendono invece da altre tribu' celtiche come i Cenomani e gli Orobi.

Vessillo dell'Insubria

Vessillo della Lombardia Orientale (Brescia e Bergamo)

Vessillo di Mantova (Lombardia Orientale)

Vessillo del Popolo Walser
Evoluzione storica dello Stato Lombardo in Epoca Moderna (1492-1866):
Il Ducato di Milano nel 1492:

Il Ducato di Milano nel 1559:

Il Ducato di Milano nel 1796:

Il Regno Lombardo Veneto nel 1859:

I Triestini, gli Istriani e i Dalmati

Vessillo di Trieste
I Triestini, gli Istriani e i Dalmati sono tre popoli Cisalpini linguisticamente Gallo Romanzi molto affini tra loro e imparentati con i Veneti, abitanti il versante orientale del Mar Adriatico. I Triestini, che popolano le province di Trieste e di Gorizia, parlano un proprio idioma, che conta circa 300.000 parlanti. Gli Istriani, che parlano l'Istrioto (100.000 parlanti), e i Dalmati, che parlano il Dalmatico, vivono tutti al di fuori dei confini politici della Repubblica Italiana. Mentre i Triestini sono principalmente dei veneti immigrati nella regione nel corso degli ultimi 3 secoli, oriundi del posto sono gli Istrioti, discendenti dall'omonimo e antichissimo popolo illirico pre-romano, venetizzato nei secoli della dominazione veneziana. Una Lingua affine al Triestino, il Bisiaco, conta circa 60.000 parlanti nella Provincia di Gorizia.


i Friulani, i Ladini e i RetoRomanci

Vessillo del Popolo Friulano

Vessillo del Popolo Ladino

Vessillo del Cantone Svizzero dei Grigioni, linguisticamente RetoRomancio

Vessillo degli Sloveni della Slavia Veneta
I Friulani, i Ladini e i RetoRomanci dei Grigioni costituiscono l'insieme dei popoli RetoRomanzi delle Alpi. I primi due si trovano all'interno dei confini politici della Repubblica Italiana, mentre i terzi vivono in Svizzera. Culturalmente affini ai Gallo Romanzi Cisalpini, parlano un tipo di idioma autonomo rispetto a questi. I RetoRomanci discendono dai Reti, antichissimo popolo le cui origini, probabilmente pre-indoeuropee, sono sconosciute. Probabilmente si trattava di un popolo orundo delle Alpi orientali, che nel corso del medioevo, trovandosi proprio al confine tra il mondo gallo-romanzo e il mondo germanico, fini' per subire influenze culturali da entrambi.

Il Friulano, parlato da poco meno di 800.000 persone nelle province di Pordenone e Udine, è la Lingua RetoRomanza piu' diffusa. Seguono i RetoRomanci del cantone svizzero dei Grigioni (circa 70.000 persone) e i Ladini (38.000 persone), abitanti una regione a cavallo tra il SudTirol e la provincia di Belluno. All'interno dei confini politici della Repubblica Italiana, in Friuli, vivono anche piccole isole linguistiche germaniche (carinziane) e slovene (circa 60.000 Sloveni della Slavia Veneta).

Mappa del Popolo Friulano
Nelle Vallate montuose della Lombardia Orientale, al confine con il SudTirol, alcune migliaia di persone parlano il Boì, Lingua RetoRomanza affine al Ladino. In Provincia di Gorizia, parte della popolazione (circa 40.000 persone) parla il Friulano Goriziano, variante locale della lingua Friulana. A Trieste, l'antica lingua RetoRomanza oriunda, il Tergestino, oggi è conosciuta solo da 6.000 persone. Prima delle grandi immigrazioni di Veneti avvenute tra il XVIII e il XIX secolo, i cui discendenti oggi costituiscono la quasi totalità della popolazione della provincia di Trieste, la popolazione locale parlava il RetoRomancio Tergestino. Questa lingua è oggi conosciuta a Trieste solo da studiosi e dalle famiglie piu' antiche e facoltose della Città, ed ha smesso di essere lingua parlata alla fine dell'800, estinguendosi definitivamente con la conquista italiana del 1918.

Mappa del Popolo Ladino

Comuni che costituiscono la cosiddetta "Ladinia"
i Tirolesi

Vessillo del Popolo Tirolese
I Tirolesi sono un popolo etnolinguisticamente germanico che abita entro i confini politici della Repubblica Italiana e costituisce l'assoluta maggioranza della popolazione della Provincia di Bozen, il SudTirol. Complessivamente sono circa 333.000 persone (69% della popolazione della Provincia), mentre circa 37.000 abitano la vicina Provincia di Trento (7% della popolazione). Si tratta di un popolo che è tutt'uno con i fratelli Tirolesi d'Oltralpe.

Mappa del Popolo Tirolese (entro i confini politici della repubblica italiana)
i Trentini

Vessillo del Popolo Trentino Tirolese
I Trentini (o Trentino Tirolesi) sono un Popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo che abita la provincia di Trento, molto affine alla cultura germanica e mitteleuropea. Secondo alcuni esso costituisce un gruppo linguistico proprio, secondo altri, viste le affinità linguistiche, esso fa parte dell'insieme dei popoli Lombardo Orientali (insieme a Bergamaschi e Bresciani). Al confine tra Trentino e Veneto vivono due piccole comunità etnolinguistiche germaniche, i Cimbri (2.230 persone) e i Mocheni (1.900 persone).

Vessillo dei Cimbri

Vessillo dei Mocheni
i Veneti

Vessillo del Popolo Veneto
I Veneti sono un Popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo ma autonomo rispetto agli altri popoli Gallo Romanzi Cisalpini. Oggi la Lingua Veneta è parlata da oltre 4,2 milioni di persone e negli ultimi decenni oltre 1 milione di veneti è emigrato verso la Lombardia, l'Emilia, la Liguria e il Piemonte. I Veneti discendono dall'antichissimo popolo indoeuropeo dei Vendi, o Venedi, proveniente secondo alcuni dal cuore dell'Europa (l'attuale Boemia), secondo altri dalla Penisola Balcanica, che si stanzio' nell'attuale regione millenni or sono.
La Lingua Veneta si suddivide in: Veneto Veronese (parlato nell'entroterra), Veneto Veneziano (parlato sulla costa) e Veneto Bellunese (parlato sulle Alpi Venete).

Mappa del Popolo Veneto

Mappa della Repubblica di Venezia e dei suoi dipartimenti nel 1796.
i Piemontesi

Vessillo del Popolo Piemontese
I Piemontesi sono un Popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo molto affine linguisticamente e culturalmente al mondo alpino Occitano e Arpitano, che abita una precisa area occidentale della Pianura Padana compresa delle province di Torino, Cuneo, Asti, Alessandria, Vercelli e Biella. La Lingua Piemontese è parlata oggi (sia come prima che come seconda lingua dopo l'Italiano) da oltre 3 milioni di persone. Il Piemonte è tra le regioni Gallo Romanze che piu' ha mantenuto vive le proprie tradizioni. La Lingua Piemontese di suddivide in dialetti quali: il Torinese, il Cuneese, l'Astigiano, l'Alessandrino e il Vercellese.

Mappa del Popolo Piemontese
Anticamente la regione dell'attuale Piemonte era popolato da genti di stirpe ligure; solo a Nord del Po si erano stanziate popolazioni celtiche. Secondo molti i due popoli, nella zona di confine, finirono per mescolarsi. Dopo la caduta dell'impero romano il Piemonte fini', secolo dopo secolo, prima nell'orbita Longobarda (di cui costituiva la provincia piu' occidentale), successivamente passo' nell'orbita culturale della Francia.
La Provincia di Verbano-Cusio-Ossola, amministrativamente piemontese, da tempo rivendica una propria identità etnica e culturale, slegata dal Piemonte, autonoma ma comunque inserita nel contesto linguistico Insubre Lombardo-Occidentale.

Vessillo della Val D'Ossola e del Popolo Ossolano

Mappa del Regno del Piemonte nel 1796, nella quale si possono vedere le espansioni piemontesi a scapito della Lombardia del corso del '700.
gli Arpitani e gli Occitani

Vessillo del Popolo Arpitano della Valle D'Aosta

Vessillo delle Vallate Arpitane della Provincia di Torino

Vessillo del Popolo Occitano
Gli Arpitani e gli Occitani sono due minoranze etnolinguistiche Gallo Romanze che si trovano all'interno dei confini politici della Repubblica Italiana ma che fanno riferimento a popoli Gallo Romanzi posti geograficamente al di la delle Alpi e quindi non Cisalpini. Gli Arpitani parlano il Francoprovenzale, hanno come fulcro la Savoia e abitano la Valle d'Aosta piu' le Vallate delle Alpi della Provincia di Torino al confine con la stessa;

Mappa del Popolo Arpitano (entro i confini politici della repubblica italiana)
Gli Occitani abitano invece tutto il meridione della Francia piu' le Vallate Alpine della Provincia di Cuneo. All'interno dei confini politici italiani vi sono circa 100.000 Arpitani e altrettanti Occitani.

Mappa del Popolo Occitano (entro i confini politici della repubblica italiana)
In una zona compresa tra le Alpi e l'Appennino Ligure, compresa tra la Liguria, il Piemonte e la Francia, vive anche la piccola comunità alpina dei Brigaschi, parlanti una lingua propria di matrice Gallo Romanza.

Vessillo della Comunità Brigasca

i Liguri

Liguri sono un popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo di 1,9 milioni di persone abitanti le province di Oneglia Porto Maurizio (Imperia), Savona, Genova, La Spezia e una parte della Provincia di Alessandria, confinante con la Liguria, con capoluogo Novi Ligure. Anticamente i Liguri erano un popolo pre-indoeuropeo affine ai baschi il quale, dopo la secolare dominazione romana, nel corso del medioevo ha assimilato cultura e lingua galloromanze. Affini culturalmente ai Liguri sono i Corsi, con cui hanno convissuto secoli di storia comune, i quali pero' non parlano una lingua Gallo Romanza ma un idioma che è il risultato di fusione tra il Ligure, il Toscano e il Sardo.
Per maggiori informazioni sull'origine etniche dei Liguri si consiglia di leggere qui:
http://www.centrostudilaruna.it/delponteoriginideiliguri.html

Mappa del Popolo Ligure
La Lingua Ligure si suddivide in: dialetto Genovese, dialetto Spezzino, dialetto Finalese, dialetto Savonese e dialetto Ligure Intermelio (parlato a cavallo del confine tra Liguria e Francia. In territorio francese è parlata una variante del Ligure, il Mentonasco (parlato a Mentone), mentre nella Riviera di Ponente circa 800 persone parlano ancora il Bonifacino, Lingua di origine Corsa. Nel Principato di Monaco si parla il Ligure Monegasco (2.000 parlanti, i 17% degli oriundi del Principato).

Vessillo del Popolo Corso
Gli Emiliani
(o Lombardi Meridionali)

Vessillo della Bassa Lombardia (o Bassa Padana)

Vessillo storico del Ducato di Parma

Vessillo storico del Ducato di Modena
Gli Emiliani (o Lombardi Meridionali) sono un variegato popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo abitante le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Massa Carrara: terra denominata "Bassa Lombardia" o anche "Bassa Padana". La Lingua Emiliana (o Basso Lombarda) è parlata da circa 3 milioni di persone, di cui 80.000 nella provincia di Massa Carrara (Carrarese). Molti Emiliani sono emigrati verso la Liguria, la Lombardia e il Piemonte. Gli Emiliani sono la fusione etnica tra gli antichi Apuani e i Celti abitanti il versante meridionale el Po e la Bassa pianura Padana. Secondo molti gli Apuani, il cui fulcro oggi è identificato nella Lunigiana, costituiscono un popolo a se stante e ne rivendicano la costituzione di una regione propria.
Ia Lingua Emiliana si suddivide in vari dialetti, quali: il Piacentino (150.000 parlanti), il Parmigiano (210.000 parlanti), il Reggiano (245.000 parlanti), il Modenese (330.000 parlanti), il Bolognese (470.000 parlanti) e il Ferrarese (180.000 parlanti).


Mappa storica del Ducato di Parma (dal 1494 al 1860).

Mappa storica del Ducato di Modena (dal 1494 al 1860).
i Romagnoli
I Romagnoli sono un popolo Cisalpino linguisticamente Gallo Romanzo che abita le province di Ravenna, Forli', Rimini, Pesaro-Urbino e buona parte della Provincia di Ancona escluso il capoluogo. Complessivamente la Lingua Romagnola è parlata da circa 1 milione di persone abitanti in quest'area: 620.000 all'interno dei confini amministrativi della Regione Emilia Romagna, e il resto nelle Marche. Geograficamente e anche in parte culturalmente, ma non linguisticamente, i Romagnoli sono affini ai marchigiani (linguisticamente non Gallo Romanzi ma Romanzi Centrali come i Toscani e gli Umbri), abitante ad Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, con cui hanno convissuto sotto la secolare dominazione pontificia, e assieme a cui costituiscono una macroregione adriatica. In questa regione si parla, o meglio si parlava (fino agli anni 70/80) Gallo Romanzo lungo la costa anconetana fino al Conero compreso, ma esclusa la città di Ancona. Quindi sono da considerare galloromanzi, i seguenti Comuni, da Nord a Sud: Monterado, Castelcolonna, Ripe, Corinaldo, Castelleone di Suasa, Senigallia, Ostra solo in parte (piccola), Ostra Vetere solo in parte (piccola), Montemarciano, Chiaravalle, Falconara, una piccola parte del comune di Ancona, circa 5000 abitanti su oltre 100000, ossia quello che fino agli anni '70 era il contado, compresa la frazione a Nord di Torrette, Camerano, Numana e Sirolo.
La Lingua Romagnola si suddivide in vari dialetti: Romagnolo Ravennate, Romagnolo Forlivese, Romagnolo Riminate e Romagnolo Pesarese/Fanese.
Anticamente la regione era popolata da tribu' celtiche come i Boi e i Senoni, il cui dominio arrivava fino all'attuale anconetano. Successivamente alla caduta dell'impero romano la regione fu quasi ininterrottamente posta sotto il dominio bizantino prima e pontificio poi: proprio per questo dualismo storico celtico prima e bizantino poi, la Romagna ha due vessilli ufficiali che convivono tra loro: il vessillo con il Gallo, di chiara matrice gallica quindi celtica, e il vessillo con le croci dell'Esarcato, di chiara matrice bizantina.
Le Marche centro-meridionali, popolate da genti che parlano idiomi romanzi centrali, culturalmente ed etnicamente risentono sia dell'antica influenza celtica, sia degli influssi provenienti dalla penisola balcanica (contatti con i popoli al di la' dell'Adriatico, in particolare con la Croazia) per cui i marchigiani di lingua non-romagnola sono un'etnia a se stante, con proprie specifiche peculiarità. Di fatto, sia dai tempi dei comuni medioevali fino alla Repubblica Cisalpina napoleonica, e nonostante la lunga dominazione pontificia, le Marche sono sempre state affini ai popoli padano-alpini, e il nome "Marche" (dal medioevale "marca" cioè "confine"), riporta al ruolo storico di confine meridionale della "Alta Italia", cioè la Padania intesa come comunità di popoli culturalmente affini.

Vessillo Romagnolo di matrice celtica

Vessillo romagnolo di matrice bizantina

Bandiera storica di Ancona e del Ducato delle Marche
i Toscani

Vessillo storico del Granducato di Toscana

Vessillo del Popolo Toscano
L'attuale entità etnolinguistica della Toscana (esclusa la provincia di Massa Carrara, che fa parte della Bassa Lombardia) non corrisponde geograficamente all'antica Etruria, la terra degli Etruschi, bensì è nata con la caduta dell'impero romano e le invasioni germaniche, ostrogote prima e longobarde poi. La terra degli antichi Etruschi, infatti, aveva come confine settentrionale il fiume Arno, come confine meridionale il fiume Tevere, e come confine orientale l'Appennino, comprendeva cioè l'attuale Umbria e buona parte dell'attuale Lazio, oltre che tutta l'attuale Toscana centro-meridionale. La terra a nord di Lucca e generalmente a nord dell'Arno non era etnicamente etrusca ma etnicamente apuana, popolata da genti affini ai liguri. Con l'arrivo degli Ostrogoti nel 476 dc venne ricostituito, dopo 600 anni, il confine settentrionale dell'Italia lungo la linea dello spartiacque appenninico tosco-emiliano (confine ribattezzato per l'appunto "Linea Gotica") e infine, con l'arrivo dei Longobardi (dopo la brevissima reconquista bizantina dell'italia) nel 568 dc, venne costituito il Ducato Longobardo di Tuscia, che si divise definitivamente dal Lazio e dall'Umbria, che rimasero sotto il dominio nominalmente bizantino ma di fatto dello stato Pontificio. Il ducato di Tuscia, che corrispondeva proprio all'attuale Toscana, da cui prese il nome, nei secoli mantenne la propria indipendenza, prima diviso in stati Fiorentino, Pisano e Senese, per poi riunirsi nuovamente nel Granducato di Toscana, Nazione che rimase sotto l'influenza austriaca per tutto il 1700 fino alla fine della sua indipendenza, dopo 1300 anni, nel 1860.
Oggi i Toscani sono solo in piccola parte eredi diretti degli antichi etruschi: sebbene costituiscano un popolo omogeneo dal punto di vista culturale e linguistico, e siano portatori di un forte sentimento di appartenenza, i Toscani settentrionali sono marcatamente appennini, con forti "sacche" di biondismo dovuto alla dominazione longobarda e poi all'influcenza austriaca, mentre gli abitanti della bassa Toscana sono decisamente piu' mediterranei e piu' "etruschi". Studi genetici tuttavia hanno appurato che i veri discendenti degli antichi etruschi, oltre che nella Bassa Toscana, si trovano in Umbria e nel Lazio settentrionale.
Oggi la Lingua Toscana è parlata da circa 3,5 milioni di persone.

Mappa del Popolo Toscano

Suddivisione della Lingua Toscana nei suoi dialetti.

Mappa storica del Granducato di Toscana dal 1494 al 1860. Prima del 1494 Siena era uno Stato indipendente da Firenze, poi venne annessa.

Vessillo del Regno dell'Etruria del periodo Napoleonico: vessillo che potrebbe essere utilizzato come simbolo dei popoli NeoEtruschi dell'Umbria e del Lazio settentrionale.

Mappa linguistica dell'Italia Centrale.